23/01/2010

Marocchino picchia brutalmente la moglie e poi tenta di violentarla

Deve rispondere di detenzione di stupefacenti, violenza privata, lesioni gravi e tentata violenza sessuale un marocchino di 49 anni, Khatib A. Illah, arrestato dai carabinieri con l'accusa di aver picchiato la moglie pakistana di 48 anni, dopo averla costretta ad assumere cocaina e alcol e aver preteso da lei un rapporto sessuale contronatura al quale la donna si e' opposta. E' accaduto a Taverne di Corciano, nell' hinterland perugino, dove la coppia vive regolarmente insieme alla figlia di 20 anni. Le fasi dell'arresto sono state ricostruite stamani in una conferenza stampa dal comandante della compagnia dell'Arma di Perugia, Giovanni Cuccurullo e dal comandante della stazione dei carabinieri di Corciano, Giiovanni Cutuli. A dare l'allarme, alle otto di mattina, e' stata proprio la figlia che ha chiamato i carabinieri della stazione di Corciano chiedendo aiuto perche' il padre stava picchiando la madre. Quando i militari sono arrivati sul posto hanno sentito delle violente urla provenire dall'interno dell'abitazione. Il marocchino si e' rifiutato inizialmente di aprire la porta tanto che la moglie, spaventata, ha piu' volte sollecitato i militari a sfondare l'entrata. Quando dopo ripetuti inviti i carabinieri sono riusciti a fare il loro ingresso nell'abitazione si sono trovati di fronte la donna con il pigiama strappato e un evidente ematoma sotto l'occhio sinistro. Ai militari la 48enne ha riferito che il marito l'aveva costretta ad assumere cocaina e alcol per poi pretendere un rapporto sessuale al quale lei si era opposta. Rifiuto che ha fatto andare su tutte le furie il coniuge che l'ha picchiata alla presenza della figlia che ha poi dato l'allarme. Sempre secondo quanto riferito dalla pakistana e dalla figlia della coppia, altri episodi di violenza si sarebbero verificati in casa in passato, soprattutto dopo che l'uomo aveva fatto uso di alcol. Ai carabinieri la donna ha consegnato due involucri contenenti cocaina, affermando che era la droga che il marito pretendeva lei assumesse e che invece in parte la moglie aveva nascosto.
La successiva perquisizione ha permesso anche di rinvenire all'interno dell'abitazione altri 10 grammi di hashish. La 48enne, che lavora come donna delle pulizie in una struttura alberghiera, e' ricorsa alle cure dei medici del pronto soccorso di Perugia, che le hanno riscontrato varie contusioni al viso giudicate guaribili in 30 giorni. Per il marito, invece, commerciante, si sono aperte le porte del carcere su disposizione del publico ministero Giuliano Mignini.(

15/01/2010

Marocchino picchia selvaggiamente la moglie minorenne per imporre la sharia

La vicenda di una giovane moglie marocchina, picchiata dal marito connazionale perché non intendeva coprire il capo con il velo, viene a galla solo con la prima udienza del processo a carico del violento consorte. I fatti, in realtà, risalgono al periodo a cavallo tra 2004 e 2005. All'epoca la donna era minorenne, andata in sposa al marito con un matrimonio combinato.

Lui, operaio 39enne, regolare in Italia, la picchiava ogni volta che usciva di casa senza il velo. Finché un giorno la giovane abortì a causa delle percosse e denunciò le violenze permettendo ai carabinieri di arrestare il suo aguzzino. Oggi la signora ha 23 anni e ha raccontato la sua storia per la prima volta nel processo in corso a Firenze e che vede imputato il marito, dal quale si sta separando.

"Mi picchiava tutte le volte che non indossavo il velo, mi minacciava e mi insultava - ha raccontato in aula -. Diceva che dovevo portare il velo perché ero una donna sposata. Ma in Marocco non l'avevo mai portato prima". Accuse che l'uomo ha respinto, dicendo di non aver mai obbligato la moglie a mettere su il velo. Ma più volte, in precedenza, la donna non si era presentata al processo per paura di ritorsioni. Oggi è comparsa in aula protetta dai carabinieri.

27/12/2009

Marocchino arrestato per violenza in famiglia

A Torremaggiore i carabinieri hanno arrestato un cittadino marocchino di 41 anni con l'accusa di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali. Lo straniero, disoccupato, e' stato arrestato in esecuzione provvedimento cautelare in carcere, emesso stessa data dal gip del tribunale di Lucera al termine delle indagini avviate dopo la denuncia della moglie, una donna torturata.